Dal palco all’altare: intervista alla fotografa pordenonese Elisa Moro

Lo scatto immancabile è quello del momento immediatamente successivo al “Sì”: è il primo vero istante in cui la coppia diventa marito e moglie. E’ la loro prima espressione da sposati.

24 anni e un sense of humor altamente sviluppato, Elisa Moro è una fotografa pordenonese diremo “d’assalto”, pronta a cogliere quell’attimo che voi credete addirittura impercettibile. Grazie al suo background maturato sui palchi, tra live musicali e non, Elisa ha sviluppato infatti una particolare abilità nello “scatto da ferma”. No, non quello in posa, ma quello propulsivo, che le permette di essere sempre al posto giusto. Naturalmente, al momento giusto. 

Per la seconda puntata di interviste ai collaboratori di Wedding in a Box, a noi ha raccontato come è nato il suo stile, e come calzi a pennello addosso agli sposi che vogliono un racconto “al naturale” della loro storia.

D Come hai iniziato e da quanto fai questo mestiere? 

R Ho iniziato facendo uno stage in uno studio fotografico nel 2007 e, da quel momento, non ho più smesso di fare fotografia.

D Come descriveresti il tuo stile?
R Cinematografico. Penso di poterlo definire un po’ così. Mi sono sempre lasciata influenzare dai tanti film che ho visto e, alla fine, penso di averli reindirizzati in uno stile fotografico che potesse appartenermi.

D C’è qualcuno a cui ti ispiri, e perché?

R Cerco di ispirarmi il meno possibile ad altri fotografi per non creare “brutte copie” del lavoro altrui. Non c’è un fotografo a cui faccio riferimento, mi lascio ispirare un po’ da tutto quello che mi circonda in generale: libri, film, pubblicità…

D Cosa deve avere uno scatto per essere davvero unico ed emozionante?

R Penso sia soggettivo. Dal mio punto di vista deve essere semplice: un soggetto su sfondo bianco può emozionare anche più di una foto di un bimbo che sorride.

D Cosa vogliono gli sposi dalle tue foto e come riesci ad accontentarli?
R 
Generalmente cercano uno stile da reportage e prediligono la spontaneità negli scatti. Non amano le foto in posa e preferiscono che sia io a cogliere il più possibile il momento. Cerco di soddisfarli al meglio, cercando di essere il più “invisibile” possibile.

D Oltre ad occuparti di matrimoni, lavori molto nel settore “live”, concerti e spettacoli: credi che questo influenzi il tuo modo di lavorare durante i reportage matrimoniali? Come?
R 
Penso che il fatto di lavorare nello spettacolo sia per me una grande fortuna e una buona palestra. Il giorno delle nozze devi essere vigile e pronto a immortalare tutto: se sei troppo lento, perdi le foto importanti. Penso che la mia esperienza nel settore concertistico e del reportage sia stata determinante per me, mi ha aiutato a focalizzare gli aspetti e gli istanti importanti da riprendere.

D Il tuo servizio più diverte?

R Quello di uno degli ultimi matrimoni dell’estate scorsa. Si trattava di una coppia giovane, che non voleva assolutamente foto canoniche, ma esclusivamente divertenti, ad esempio di loro che spingevano l’auto, che facevano l’autostop o che inscenavano una battaglia con le spade laser! Penso sia stato uno dei matrimoni che più mi ha colpito per la sua semplicità.

D Cosa ami in particolare di questo lavoro?

R Il lato creativo, poter inventare e costruire gli scenari che ho in testa.

D Descrivi il tuo lavoro in una frase.
R 
Doppio espresso con 2 cucchiaini di zucchero.

D E in “Wedding in a box”, qual è il tuo contributo?
R 
Sono quella con la macchina fotografica in una mano e il caffè nell’altra.

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(Foto Elisa Moro)

Per seguire Elisa:

http://www.elisamoro.com

http://www.flickr.com/photos/elisamoro

http://grigiomedio.tumblr.com/

http://www.facebook.com/pages/Elisa-Moro/41908420993

Cake design? La parola all’artista: intervista ad Angela Diomede di Millefoglie Cucina e Design

Torta dal tema classico o cake design? Reportage fotografico romantico oppure urban style? E il bouquet?
Che siate una coppia con le idee ben chiare o che desideriate qualche suggerimento, scoprire qualcosa in più sul percorso professionale dei vari fornitori è utile per trovare chi può dare alle vostre nozze quel tocco di personalità che state cercando. Conoscersi e confrontarsi, infatti, è indispensabile per la buona riuscita di qualsiasi lavoro creativo. Noi lo sappiamo bene, e ce ne siamo convinte ancora di più in questi mesi durante i quali abbiamo avuto l’occasione di scambiare idee e riflessioni con diversi professionisti del wedding in occasione della presentazione dei nostri servizi.

Uno di questi momenti è stato Wedding in a box, presso i Pnbox Studios di Pordenone: abbiamo scoperto altre persone che, come noi, studiano ogni giorno soluzioni nuove per stupire i propri clienti, mettendoci sempre quel qualcosa di personale che rende il lavoro davvero unico. Perciò, abbiamo deciso di dare anche a voi l’opportunità di conoscergli meglio, di capire come e perché fanno il loro mestiere: a partire da oggi, pubblicheremo a rotazione le interviste fatte ai collaboratori di Wedding in a box.

Iniziamo, così, dal lato più tenero di tutta la faccenda. No, non dal bacio del dopo “sì”, bensì dai dolci e dai dolcetti in stile cake design, da mangiare anche con gli occhi! La parola, oggi, va ad Angela Diomede di Millefoglie Cucina e Design (Vallenoncello, Pordenone), che ci ha raccontato la sua passione per la pasticceria d’artista.

Angela Diomede

D Angela, come hai iniziato e da quanto fai questo mestiere?
R Ho iniziato con il cake design un po’ per gioco e per divertimento, più o meno quattro anni fa, facendo torte per i compleanni delle mie figlie. Sono un architetto e designer, laureata al Politecnico di Milano, ma ho lasciato il mio lavoro da libero professionista quando sono diventata mamma: ho tre figlie di 5, 8 e 11 anni.

D Sempre più spesso le donne, una volta diventate mamme, cambiano radicalmente mestiere – nel tuo caso, si tratta pure di un lavoro che renderà certamente molto felici le tue bambine! – E molte cake designer arrivano dal mondo dell’architettura. In che modo l’essere mamma e il fatto di aver ripensato la tua vita professionale influenzano il tuo lavoro?
R Di sicuro l’essere mamma influenza molto il mio lavoro. Ho smesso di fare la libera professionista per poter stare con le mie bambine, perché non volevo perdermi niente della loro vita. E lavorare da architetto come libero professionista non ha orari. Lavorare in un mio piccolo laboratorio di pasticceria mi ha permesso di crearmi un mestiere “su misura”, tagliato addosso a seconda delle mie esigenze, tenendo come primo obiettivo le mie bambine. E’ un lavoro che mi dà la libertà di continuare a essere mamma e moglie prima di tutto, anche perché lo vivo senza competizione: realizzo i miei prodotti non “a tutti i costi”, ma tenendo la famiglia al primo posto.

D Perché hai scelto il cake design?
R Perché coniuga la mia passione per la cucina con la mia inclinazione artistica, nonché il mio bisogno viscerale di dar vita con le mie mani a un prodotto creativo.

D A chi ti ispiri e perché?
R 
Mi piace molto la creatività di Letizia Grella. Apprezzo la sua semplicità e la purezza delle sue creazioni, sempre originali e mai banali.

D Cosa proponi agli sposi che si rivolgono a te?
R 
Ascolto le loro esigenze e cerco di cogliere elementi che mi permettano di creare qualcosa di personalizzato e perciò unico.

D Usi ingredienti particolari o prediligi un certo stile?
R Mi piace lo stile pulito, semplice, minimalista, senza fronzoli e che preveda l’utilizzo di pochi colori. Ed è ciò che apprezzano anche i miei sposi, che delle mie torte dicono di amare il gusto, la classe.

D Qual è stata la torta più riuscita? Quale quella che vorresti per te?

R La ruffle cake.

D Di cosa si tratta e perché la preferisci?
R Si tratta di un dolce realizzato con una tecnica che permette di creare torte “in movimento”, usando la pasta di zucchero come se fosse un velo di tulle “stropicciato” attorno alla torta. Mi piace perché suggerisce sempre l’idea di una torta raffinata, un po’ shabby.

D Oltre alle torte, realizzi anche altre delizie?

R Sì, qualunque tipo di dolce decorato e anche piccola pasticceria salata rivisitata in chiave moderna.

D Cosa ami in particolare di questo lavoro?
R Sorprendere e far sorridere puntando sul gusto e sul design.

D Descrivici il tuo lavoro in una frase.
R Produzione artistica e artigianale di prodotti personalizzati, unici per design e gusto.

D Wedding in a box: qual è il tuo contributo?

R Collaboro con Pnbox con la realizzazione di wedding cake e sweet table in occasione di matrimoni ed eventi.

Volete saperne ancora di più su Angela? Allora date un’occhiata alle sue pagine: il sito internet, il blog e le tre pagine facebook dedicate al cake design, ai cupcakes e al tema cucina&design.